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  • mariabiancini

Dire di NO

Ti è mai capitato di pensare “Devo imparare a dire di no”??

Ha funzionato?


A volte ci si trova in situazioni in cui non ci sentiamo pienamente a nostro agio perché abbiamo acconsentito alla richiesta di qualcuno. La compiacenza si paga ma porta anche i suoi pseudo-vantaggi. Ad esempio, al termine della nostra performance non desiderata, potremo confermare una certa idea di chi siamo (sempre quelli che dicono sì) di chi sono gli altri (i soliti egoisti o bisognosi) di come gira il mondo (tutto intorno ai bisogni altrui e mai dalla nostra parte). Il nostro modo di fare conferma in questo modo il nostro giudizio globale e ci intrappola in schemi e stati emotivi già noti.Per questo a volte, quando si sente l’esigenza di allargare la qualità delle nostre esperienze, magari dopo l’ennesima delusione per la sensazione di non essere sufficientemente ricambiati, ci si trova a pensare “Devo imparare a dire di no”. Il problema di questa affermazione è che questa torna a chiudere la nostra possibilità di scelta: DEVI implica una necessaria compiacenza, o una ribellione al massimo, di certo non una opzione libera.Le persone che si sono sperimentate per la maggior parte del tempo in un certo ruolo (quello di chi non si tira indietro ad esempio), non trovano giovamento dal dire di no seguendo il DEVO. Spesso infatti si sentono in colpa subito dopo essersi negati, oppure hanno sensazioni strane di rivalsa o pensieri persecutori. Insomma non si godono “il Sì” ma nemmeno “il No”.Quello che serve allora è un PERMESSO.Ci si può dire, piano piano, POSSO DIRE DI NO.Quel POSSO inserisce una differenza sostanziale perché implica una licenza (come la licenza di pesca direbbe E. Berne) che può essere usata quando se ne ha voglia. Non è che se hai la licenza di pesca passi tutto il tuo tempo a pescare, ma se vuoi andare e il tempo è buono, puoi andare!Il permesso a dire di no implicitamente dice che non è un reato negare il proprio consenso e che l’altro sopravviverà al nostro diniego. Significa tornare nel mondo degli esseri umani in cui è possibile ricercare un equilibrio tra le proprie e le altrui istanze. Significa esercitarsi ad una esperienza di parità di valore e di dignità tra noi e gli altri. Significa certificare se stessi e gli altri come aventi diritto alla propria attenzione e al proprio amore. Cosa ne pensate?Immagine diYaoyao Ma Van As

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